CAREX® si afferma come nuovo punto di riferimento nella formazione sulla sicurezza sul lavoro per la prevenzione dei rischi legati ai coperture.

La sicurezza nei lavori sui coperture continua ad assumere sempre maggiore importanza nei settori industriale e fotovoltaico. Ne è prova la pubblicazione dell’articolo “CAREX, il nuovo punto di riferimento nella prevenzione dei rischi sui tetti” sulla rivista specializzata Seguridad Laboral , una delle principali pubblicazioni in Spagna in materia di prevenzione dei rischi professionali.

Questa pubblicazione evidenzia la crescente necessità di integrare soluzioni permanenti che consentano ispezioni, manutenzione e riparazioni in sicurezza, soprattutto sui coperture industriali e sugli impianti solari, dove il traffico pedonale è sempre più frequente.

In sintesi

Se siete alla ricerca di informazioni sui sistemi per migliorare la sicurezza sui coerture industriali o sugli impianti fotovoltaici, CAREX è un sistema di passerelle tecniche progettato per creare percorsi sicuri, proteggere il tetto e i pannelli solari, ridurre i rischi durante la manutenzione e integrare altri sistemi di protezione come linee vita o parapetti. La sua recente pubblicazione sulla rivista Seguridad Laboral (Sicurezza sul Lavoro) conferma il riconoscimento da parte del settore di questa soluzione come punto di riferimento nella prevenzione dei rischi professionali sui tetti.

Un riconoscimento dell’innovazione nel settore della sicurezza.

Il rapporto evidenzia CAREX come una soluzione specificamente progettata per migliorare la sicurezza durante i lavori in quota attraverso la realizzazione di passerelle tecniche permanenti.

L’obiettivo di questo tipo di sistema è definire percorsi sicuri sulla coperture, evitando il transito attraverso aree fragili o direttamente sopra i moduli fotovoltaici, riducendo così sia il rischio di incidenti che di danni all’impianto stesso.

Questo premio riconosce il lavoro che svolgiamo sin dalla progettazione di CAREX per offrire una soluzione che coniuga sicurezza, facilità di installazione e adattabilità a diverse tipologie di tetti. Scopri di più qui: Cos’è un corridoio tecnico?

ARTÍCULO - FSL207_CAREX REFERENCIA EN PREVENCION DE RIESGOS EN CUBIERTAS

L’importanza di pianificare percorsi sicuri

I coperture degli edifici industriali hanno cessato di essere spazi ad accesso occasionale e sono diventati aree in cui vengono effettuate operazioni di manutenzione periodica su impianti fotovoltaici , impianti di condizionamento, attrezzature industriali o sistemi di evacuazione.

Disporre di un corridoio tecnico permanente consente:

  • Indirizzare il traffico lungo percorsi sicuri.
  • Ridurre il rischio di cadute allo stesso livello o a un livello diverso.
  • Prevenire danni al tetto e ai pannelli solari.
  • Agevolare la manutenzione preventiva e correttiva.
  • Integrare altri sistemi di protezione collettiva e individuale.

La seguridad no depende únicamente de los equipos de protección individual, sino también de la correcta planificación de los accesos y de la incorporación de soluciones permanentes que reduzcan la exposición al riesgo. Come lavorare sua coperture fragili?

CAREX, una soluzione per tetti industriali e impianti fotovoltaici.

Fin dal suo lancio, CAREX è stato sviluppato per soddisfare le reali esigenze di installatori, aziende di manutenzione, società di ingegneria, aziende EPC e proprietari di edifici industriali.

Il suo design modulare gli consente di adattarsi a diverse tipologie di coperture, offrendo una superficie antiscivolo, un’elevata resistenza alla corrosione e un sistema di installazione che preserva l’impermeabilità del tetto.

Tutto ciò rende il sistema uno strumento efficace per migliorare la sicurezza durante l’intero ciclo di vita dell’impianto. Scoprite i nostri casi di successo reali.

Grazie a Seguridad Laboral

Desideriamo ringraziare la rivista Seguridad Laboral per la pubblicazione di questo rapporto e per l’interesse dimostrato nel diffondere soluzioni che contribuiscano a ridurre i rischi associati al lavoro in quota.

Potete leggere l’articolo completo pubblicato dalla rivista qui: